Cos’è Chat Control

Chat Control è il nome con cui si identifica una proposta europea - formalmente il regolamento Child Sexual Abuse Regulation (CSAR) - volta a far sì che le piattaforme di messaggistica (come app di chat, mail, social) possano scansionare automaticamente ogni messaggio, foto, video o file che gli utenti si scambiano.

L’obiettivo dichiarato: individuare contenuti di abuso sessuale su minori (CSAM) o tentativi di adescamento, e impedire che circolino.

In pratica: prima che un messaggio venga inviato, un sistema (un algoritmo) controllerebbe il contenuto per verificare se corrisponde a materiale proibito.

Un controllo capillare controverso che mina la privacy e desta numerose preoccupazioni

Perché Chat Control implica una scansione universale e preventiva: tutte le chat - anche quelle private, fra amici, familiari e coppie - saranno costantemente controllate senza la presenza di nessun sospetto.

Questo significa che la privacy delle comunicazioni verrebbe compromessa: sarebbe, di fatto, una sorveglianza di massa.

Anche se l’intento dichiarato è nobile (difendere i minori), di fatto la crittografia “end-to-end” quella che garantisce che solo mittente e destinatario possano leggere i messaggi, verrebbe sostanzialmente smantellata in quanto le chat verrebbero “lette e viste” prima della cifratura o comunque controllate.

Ci sono timori che, una volta attivato, il sistema possa essere usato in modo più ampio: non solo per abusi su minori, ma per monitorare ogni tipo di comunicazione minando la libertà digitale.

Qual è la situazione attuale a fine novembre 2025

A fine novembre 2025, i rappresentanti dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato un “primo via libera” al regolamento sul Chat Control.

Questo però non significa che la legge sia già definitiva: si apre ora la fase di negoziato fra Consiglio, Parlamento e Commissione Europea cioè non è ancora approvato.

Rispetto alla proposta iniziale, alcuni elementi controversi come la scansione obbligatoria di ogni chat sono stati “ammorbiditi” in una versione più moderata: la scansione diventa volontaria per le piattaforme (almeno secondo la nuova bozza che circola).

Tuttavia il progetto resta sotto pressione e al centro di un dibattito acceso: le critiche non sono sparite, e molti sostengono che anche nella versione “light” la minaccia alla privacy rimane concreta.

Che cosa significa per te

A fine novembre 2025, i rappresentanti dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato un “primo via libera” al regolamento sul Chat Control.

Significa che, se Chat Control diventasse legge in forma attiva, se utilizzi applicazioni di messaggistica con obbligo di autenticazione come Whatsapp, Telegram o Signal, le tue conversazioni private chat, foto, video saranno automaticamente “lette” (o almeno analizzate) da un algoritmo prima di essere inviate.

La promessa è di proteggere i minori da contenuti pericolosi. Ma di fatto tutta la privacy verrà sacrificata, con possibili abusi, errori, false segnalazioni, e una sorveglianza di massa senza alcun sospetto

Le applicazioni di messaggistica che tutelano la Privacy, sono eccellenti per la privacy personale e per comunicazioni riservate, ma non sono ufficialmente adatte né certificate per l’uso nei settori regolamentati, come sanità, finanza, pubblica amministrazione o legale.

1. Requisiti tipici dei settori regolamentati

Settori come sanità, finanza, legale o Pubblica Amministrazione richiedono solitamente:

Obblighi legali che queste applicazioni di messaggistica NON soddisfano pienamente

  • Audit log: registro ufficiale di chi ha fatto cosa e quando

  • Data retention controllata: conservazione dei dati per X anni se richiesto dalla legge

  • Accesso amministrativo controllato: account verificati, con ruoli e permessi

  • Integrazioni con sistemi aziendali

  • Conformità certificata (es. ISO 27001, HIPAA, FINMA, ecc.)

  • Recupero account garantito

  • Supporto aziendale / SLA (service-level agreement)

Queste applicazioni, amiche della privacy essendo pensate per l’anonimato e il minimalismo, non possono fornire queste caratteristiche.

 

2. Le applicazioni di chat sono progettate per la privacy personale, non per la compliance.

Le applicazioni di messaggistica che tutelano la Privacy, hanno dei punti di forza straordinari:

  • l’account non è identificato da nessun numero di telefono

  • decentralizzazione

  • crittografia end-to-end

  • minimizzazione dei metadati

  • ID anonimo

  • impossibilità per gli amministratori di “vedere” i messaggi

 
Questi aspetti sono fantastici per:
✔ giornalisti
✔ dissidenti politici
✔ privati cittadini che vogliono riservatezza
✔ attivisti
✔ utenti che vogliono comunicare senza essere tracciati
Ma…
sono incompatibili con molti requisiti legali dei settori regolamentati.
Esempio:
in un ospedale c’è l’obbligo per legge di poter accedere ai dati del paziente, anche se il medico perde il telefono. Con i programmi di messaggistica che tutelano la Privacy, questo è impossibile.

 Sono ambiti lavorativi in cui non puoi scambiare informazioni in modo casuale, ma devi seguire norme precise su privacy, sicurezza e confidenzialità.

 

  • Esempi chiari:

    • Settore medico / sanitario
      • Cartelle cliniche
      • Informazioni sui pazienti
      • Diagnosi

      → Esistono leggi molto rigide (GDPR, normativa sulla privacy sanitaria).

    • Settore finanziario / bancario
      • Dati dei clienti
      • Conti, IBAN, investimenti
      • Transazioni finanziarie

      → Le comunicazioni devono essere protette e tracciabili.

    • Settore legale
      • Comunicazioni tra avvocato e cliente
      • Documenti riservati

      → La riservatezza è obbligatoria per legge.

    • Settore governativo / pubblico
      • Documenti interni
      • Informazioni sensibili

      → Sono richieste misure di sicurezza aggiuntive.

Settore della ricerca o aziende tecnologiche

  • Progetti riservati
  • Proprietà intellettuale

→ È necessaria una protezione efficace contro fughe di dati.

Il paradosso: Le applicazioni di messaggistica che tutelano la Privacy, sono “più sicure”, ma proprio per questo non vanno bene. Queste applicazioni, proteggono l’utente da tutti… anche dal datore di lavoro, dagli auditor e dagli enti competenti.

In un contesto personale → ottimo.

In un contesto regolamentato → problema legale.

Esempi pratici:

  • Settore sanitario (es. GDPR + norme sanitarie)

Serve conservare cartelle cliniche e comunicazioni per anni. Le applicazioni che tutelano la Privacy, non conservano niente e non permettono backup centralizzati → quindi non va bene.

– Settore finanziario (es. normative MiFID II)

Serve archiviare ogni comunicazione con il cliente.

Le applicazioni che tutelano la Privacy, impediscono qualunque forma di archiviazione → non conforme.

  •  Settore legale

Gli studi devono tenere copie delle comunicazioni col cliente per eventuali cause future.

Le applicazioni che tutelano la Privacy, non possono garantire ciò → non sono adatte.

Quando queste applicazioni che tutelano la Privacy, possono essere usate nei settori regolamentati (limitatamente)

Può avere senso in contesti professionali regolamentati solo per comunicazioni interne “altamente sensibili” che NON rientrano negli obblighi di conservazione o audit.

Esempi realistici:

    • comunicazioni interne informali tra colleghi su temi sensibili

    • scambio temporaneo di materiali riservati da distruggere

    • protezione da attacchi informatici, sorveglianza o intercettazioni

    • colloqui confidenziali tra avvocati e giornalisti

    • comunicazioni in contesti geopolitici / di sicurezza

Ma per comunicazioni ufficiali, documenti, pratiche, atti, rapporti → no.

Confronto rapido: dove le applicazioni che tutelano la Privacy, funzionano ma non funzionano nei settori regolamentati

Aspetto richiesto
Applicazioni che tutelano la Privacy
Valutazione
Eccellenti
Ottimo
Anonimato
Totale
Ottimo
Audit legale
Impossibile
Non conforme
Conservazione dati
Assente
Non adatta
Controllo amministrativo
Nullo
Non adatta
Multi-utente aziendale
Possibile ma limitato
Non ideale
Sicurezza tecnica
Molto alta
Buono
Supporto professionale
No
Mancante
Conformità normativa
No
Non idonea

Conclusione chiara: se parliamo di privacy personale, anonimato e protezione da sorveglianza e profilazione, le applicazioni che tutelano la privacy sono eccellenti e rappresentano una soluzione ottimale. Tuttavia, se ci riferiamo a settori in cui la legge impone tracciabilità, log, controlli o conservazione dei dati, a aziende soggette a normative rigorose o allo scambio di documenti ufficiali, queste soluzioni non sono adatte, poiché non garantiscono i requisiti di conformità legale e amministrativa richiesti.

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