Il percorso è indicato per chi inizia a muovere i “primi passi” nei trasferimenti tramite Blockchain e finanza WEB 3.0 e desidera amministrare le proprie finanze senza un conto bancario.
Spesso privati o aziende che si trovano in questa situazione, non riescono ad aprire conti bancari trovandosi in difficoltà. La soluzione più immediata è aprire un conto presso un istituto di moneta elettronica (IMEL) ma sempre di circuito bancario si tratta.
Con la nostra soluzione avrete la possibilità se lo desiderate di uscire quasi completamente dai circuiti bancari e vi sarà possibile farvi accreditare lo stipendio o il pagamento dai vostri clienti, ed eseguire tutte le principali funzioni di un conto.
È richiesta una buona dimestichezza con la navigazione web e con l’uso dei dispositivi tecnologici. È necessario un Personal Computer con videocamere e microfono ed uno smartphone nel quale andremo ad installare alcune applicazioni.
Attualmente non è necessario che lo smartphone sia dotato di tecnologie NFC e riconoscimento biometrico è una vostra libera scelta.
No, questo non è un percorso per eludere legalmente o illegalmente le tasse.
Assolutamente no. Ne è pieno il web di questa tipologia di percorsi.
Questo percorso è ideale per chi crede che la libertà di gestire il proprio conto, senza vincoli, sia una priorità!
Se hai P.IVA, sarà possibile richiedere un POS fisico o virtuale. Inoltre sarà possibile richiedere il POS anche in caso di problematiche di protesto o di segnalazione nelle centrali di rischio o nelle banche dati o alla Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria.
Si, è possibile in contanti presso tabaccherie o banche ma sarà certamente possibile
anche on-line. Con il corso vi mostreremo tutte le possibili modalità
Gli istituti di moneta elettronica (IMEL) sono solitamente specializzati in servizi di moneta elettronica, mentre le banche offrono una vasta gamma di prodotti finanziari, mutui, carte di credito, investimenti e così via.
Gli IMEL non possono concedere prestiti o erogare crediti, mentre le banche possono farlo.
Questo significa che le banche hanno il potere di creare denaro attraverso il sistema bancario della riserva frazionaria, mentre gli IMEL non hanno questa possibilità.
Infine, le regolamentazioni e le leggi che si applicano agli IMEL possono essere diverse rispetto a quelle che si applicano alle banche. Gli IMEL sono regolamentati dalle autorità finanziarie dei singoli paesi e devono seguire determinati standard e regole per garantire la sicurezza e la protezione dei dati finanziari dei loro utenti, ma possono essere soggetti a regolamentazioni e leggi diverse rispetto alle banche.
Un IBAN Web 3.0 funziona esattamente come un IBAN tradizionale: puoi ricevere e inviare denaro, ricevere lo stipendio, pagare bollette ecc.
La differenza è che, “dietro le quinte”, utilizza una tecnologia più moderna e sicura – la blockchain – senza che tu debba capire nulla di particolarmente tecnico.
1. Gli standard di protezione sono gli stessi delle banche.
Il conto con l’IBAN rimane un conto vero e proprio, quindi segue normative, controlli e garanzie del settore.
2. Non devi investire in criptomonete.
Puoi usare l’IBAN Web 3.0 esattamente come un conto normale in euro.
3. La tecnologia blockchain aumenta la sicurezza, non il rischio.
Ogni operazione è registrata in modo criptato e non modificabile: questo riduce truffe ed errori.
No, non c’è nessuna sponsorizzazione, non abbiamo nessun accordo con queste aziende fintech che propongono questi conti con IBAN Web3.0 solo condividiamo la nostra conoscenza con chi ha il desiderio di iniziare questo percorso.
Il redditometo è uno strumento di accertamento che risale al reddito.
Proprio sul contribuente grava l’onere di dimostrare che la disponibilità di beni
e servizi è compatibile con le proprie risorse finanziarie che possono derivare dall’attività svolta o da altri fonti legittime come, ad esempio, i prestiti o i finanziamenti.
Il controllo scatta se dall’analisi di questi dati dovesse risultare uno scostamento del 20% tra entrate e uscite sul conto corrente.
Si tratta di un database in cui sono contenuti sia i dati dell’Agenzia delle Entrate sia quelli della Guardia di Finanza. Il risultato è quindi la messa a disposizione del Fisco di un’enorme mole di dati, che comprendono:
saldo del conto corrente a inizio e fine anno
movimenti di entrata e uscita
giacenza media
La Superanagrafe è stata usata in via sperimentale sulle società già nel 2018, e da agosto 2022 viene usata per effettuare controlli anche sui conti correnti delle persone fisiche.
Un altro modo con cui il Fisco può controllare il conto corrente dei contribuenti è tramite il modello Isee.
Nello specifico, le verifiche del Fisco si concentrano su saldo e giacenza media di conti correnti, libretti postali e depositi.
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